15 aprile 2015

Un monumento "fai da te"

Pubblico sul mio blog un articolo tratto dal Corriere del Giorno di martedì 31 agosto 2010, p. 25

Un monumento "fai da te"
Iniziativa di un noto benzinaio tarantino


Non è l’autostrada del sole, l’asse principale della rete stradale italiana che collega Milano a Napoli: è la nostra via Cugini, dedicata all’ufficiale del Genio del Regio Esercito, che con il collega Messina, diresse i lavori per la costruzione del vecchio ponte girevole, inaugurato nel 1887.

Non è la chiesa di San Giovanni Battista di Firenze, chiamata anche la chiesa dell’autostrada: è una stazione di rifornimento della Erg, proprio nella nostra via Gugini, gestita da qualche decennio da due cognati, Ciro Greco e Luigi Schirone, che hanno il fattore comune del temperamento schivo e riservato. In questa area di servizio, c’è una piccola colonna sulla quale è fissata una parte di una pietra tombale, risalente forse al terzo secolo prima della nascita di Cristo. Questa piccola storia cittadina inizia nella passata primavera quando iniziano dei lavori di ammodernamento di tutto l’impianto di distribuzione dei carburanti: vanno sostituiti, in particolare, i serbatoi interrati con altri di maggiore capienza. Cominciano i lavori per asportare i vecchi serbatoi e successivamente si procede a un ampliamento dello scavo e, non è certo un colpo di scena nella nostra città, appaiono delle tombe a fossa, scavate nella terra e chiuse da pietre tombali. In questa area, come da antichi documenti, sorgeva la necropoli cittadina: era la zona sacra dedicata a Persefone, figura della mitologia greca e dea dell’oltretomba. Interviene ovviamente la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia, che ha sede proprio nella nostra città, per effettuare analisi e prelievi del corredo funerario: oggetti di ornamento personale, ma anche di carattere rituale, cioè connessi con il simbolismo e le pratiche funerarie.

Arriva in seguito il nulla osta della Soprintendenza che autorizza la prosecuzione dei lavori all’impianto di distribuzione dei carburanti, terminati da qualche settimana. Rimane, dimenticata in un angolo, una parte di una pietra tombale, che era destinata a essere portata via con il materiale di risulta. Nasce così l’idea di Ciro Greco: viene eretta una piccola colonna in muratura, la pietra viene trattata con una vernice trasparente di protezione dagli agenti atmosferici e viene collocata sulla colonna. Viene apposta una piccola targa sulla quale si legge: “Chi onora questa pietra sarà benedetto. Chi la ruba sarà ma ledetto”.

A chi chiede qualcosa, lui, schivo e riservato, risponde semplicemente: “Sotto i nostri piedi, ci sono secoli di storia”.

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