16 dicembre 2019

Alla scoperta del compositore Eleuterio Lovreglio

Molti anni fa, su internet, cercando le origini del mio cognome, mi sono imbattuto in un sito internet francese, curato da Janvier Lovreglio, che riportava le biografie di due noti compositori, Donato ed Eleuterio Lovreglio. Salvai le pagine di questo sito, per mia curiosità personale. Infatti, mi sono persuaso di avere una lontana discendenza da questi due artisti, ma al momento in cui pubblico questo post, le mie ricerche genealogiche sono ferme. Il sito di Janvier Lovreglio non è più in rete, e me ne dispiace. Così ho pensato di fare cosa utile a tradurre dal francese le pagine e a ripubblicarle sul mio umile blog in italiano. Mi scuso per la traduzione non perfetta, il mio francese si è fermato al liceo. Se la pubblicazione di queste pagine dovesse incontrare la contrarietà di Janvier Lovreglio o dei suoi eredi, me ne scuso in anticipo e sono pronto ovviamente a cancellarle.

ALLA SCOPERTA DEL COMPOSITORE ELEUTERIO LOVREGLIO(Napoli 1900 - Nizza 1972)


di Janvier Lovreglio
(traduzione dal francese, con piccole modifiche, di Gianluca Lovreglio)

Biografia di Eleuterio Lovreglio

Nato con il secolo sulle rive del Mediterraneo, a Napoli, Eleuterio (Eleuthère, in francese) si è seduto molto giovane sul seggio del pianoforte di famiglia.
Fu all’età di nove anni che compose la sua prima opera, “The Morning Call”, una pastorale fresca che ebbe molto successo, come dimostrano le numerose edizioni successive. Suo padre, un eccellente pianista, seguì con attenzione e rigore il sorprendente progresso del bambino. Il nonno Donato, noto come flautista e compositore (autore, tra l’altro, degli arrangiamenti musicali di Verdi per clarinetto) era orgoglioso di un nipote così dotato. A soli sedici anni, Eleuterio ottenne la “Licenza e Magistero” per composizione e strumentazione al Conservatorio di Napoli, due titoli che corrispondono ai primi premi dei Conservatori di musica in Francia.

A diciassette anni l’adolescente fu nominato, per concorso, primo violino alla Scala di Milano, dove avrebbe suonato per tre anni sotto la direzione del prestigioso Arturo Toscanini, ricevendo solo complimenti, il che era cosa abbastanza insolita per il Maestro, molto parsimonioso nelle lodi...
Qualche anno dopo, attratto da Parigi, la Parigi di Debussy e Ravel, conobbe gli applausi delle sale da concerto (Colonne, Lamoureux, Pasdeloup) per le sue opere, molto apprezzato dai più grandi direttori. Di seguito potrai leggere alcuni dei loro giudizi, sempre lodevoli, relativi alla creatività, al tecnicismo, all’armonia del giovane autore. Un’osservazione interessante: non ha mai composto con le mani sulla tastiera di un piano, ma ha scritto direttamente sulla carta da musica. Si potrebbe affermare che abbia sentito tutte le sue ispirazioni nella sua testa senza usare nessuno strumento.

Presto l’attrazione della Costa Azzurra (a causa della mitezza del suo clima, l’azzurro di un cielo fatto per i pittori, ma anche per i musicisti e la presenza della sua amata famiglia) lo chiamò a Nizza, dove si trasferì con la sua giovane moglie Angela. Eleuterio si dedica all’insegnamento e alla composizione musicale. Angela lo aiuta copiando i suoi manoscritti. La loro vita scorreva, calma e placida, ed anche molto felice... Improvvisamente, il dramma. Affascinati dall’esoterismo, entrambi si lasciano trasportare dal magnetismo di un triste avventuriero politico, fondatore di una setta, fino in Cina, dove hanno sofferto il dolore della separazione. La donna fu rinchiusa in un monastero e lui trascinò la sua anima nel dolore, nella Shanghai della miseria (1933-34), architettando un folle rapimento da parte di banditi cinesi, per liberare la sua giovane moglie, prigioniera. Superando tutti gli ostacoli, nonostante la sua condizione di miseria (tutta la loro fortuna era passata nelle mani dell’avventuriero) riuscì a liberare Angela e a sconfiggere il capo della setta i cui membri si dispersero e tornarono in Europa... Quale musicista poteva vantarsi di aver avuto una vita così originale?

Rilasciati, gli sposi ritrovati si stabilirono di nuovo in Francia. Eleuterio, il cui estro si era arricchito di nuove armonie, compose, su richiesta dei gesuiti francesi in partenza per l’Estremo Oriente, una “Messa cinese” le cui note eteree risuonarono nella Cattedrale di Nanchino e sotto gli archi del Vaticano.
Ironia della Provvidenza! Colui che era partito per diventare monaco in una setta buddista scrisse una messa per evangelizzare i cinesi: “Ite, docete...” tutte le nazioni...
La sua attività si moltiplicò e compose molte opere, balletti, sinfonie, musica da camera e lavori per solisti. Una produzione immensa di cui indicheremo le opere principali e che non ha smesso di svilupparsi fino alla sua morte, avvenuta nel 1972.
Resta per gli eredi, suo fratello minore, Janvier, e i suoi nipoti, il nobile compito di rivelarli e presentare questo talentuoso e prestigioso artista e le sue eccezionali creazioni a tutti gli amanti della musica di fine Novecento e del nuovo millennio...

Biografia artistica

Primo premio per la composizione musicale del San Pietro a Maiella Conservatorio di Napoli nel 1916. Dal 1917, violinista alla Scala di Milano, sotto la direzione di Arturo Toscanini. 
Risiede in Francia a partire dal 1919 a Parigi e Nizza, dove si è stabilito definitivamente dopo un viaggio di studio in Estremo Oriente, con un soggiorno di due anni in Cina (1933-1934). 
Come direttore, ha diretto le orchestre filarmoniche di Napoli, Milano, Roma, Nizza, Marsiglia, Karlovy Vary e Chang-Hai.
Ha tenuto conferenze sulla musica italiana, la canzone romana, la musica bretone, la musica spagnola, la canzone mozaraba e la musica dell’Estremo Oriente.
Queste lezioni si sono svolte presso l’Accademia Santa Cecilia a Roma, la RAI, il Centro Universitario Mediterraneo di Nizza, la Schola Cantorum e l’Istituto di Studi Superiori Cinesi alla Sorbona.
Tutte le sue opere sono incluse in due volumi (libri e musica):
“Romulus e Rémus” (ora “I figli di Marte”), trasmessi più volte dalla RAI, e dalle stazioni radio francesi e belghe; “Stratonice”, trasmessa dalla RAI (1962), poi dalla BBC e dalla radio di Losanna nel 1963. Un dramma musicale, “Le Lac d’Emeraude” (1967-1968). Tre balletti, l’ultimo dei quali, “King Sse”, scritto in Cina, fu eseguito il 2 dicembre 1973, in anteprima mondiale, all’Opera di Nizza, e poi replicato il 13 dicembre 1975 in quello stesso Teatro dell’Opera. 
Musica sacra: una Messa cinese, “Ite, docete”, creata a Nanchino nel 1949; una Messa in E minore, “Pacem meam do vobis”, registrata dalla RAI di Milano nel 1975; musica sinfonica, musica da camera, musica per solista, cori e orchestra, ecc.
Le sue opere sono state eseguite: ai Concerti della Colonna e di Lamoureux, al Concerto Internazionale per la Mostra di Scommesse (1937), al Congresso Mondiale del Rotary dall’Orchestra Nazionale dell’O.R.T.F., al Casino di Montecarlo, al Nice Opera House, in Germania, in Cecoslovacchia, negli Stati Uniti, e da varie stazioni radio provenienti da paesi stranieri: Italia, Svizzera, Belgio, Lussemburgo.
La radio francese commissionò diverse opere sinfoniche, tra cui la “Suite Ibérienne”.
Il Conservatorio Nazionale di Parigi gli ha commissionato diverse opere per ensamble di strumenti a fiato, destinati a concorsi di fine anno.
Le sue opere sono curate da: Marcel Combre (Consorzio Musicale) Edizioni Transatlantiche, Delrieu Editions, French Radio-France Music Editions, Max Eschig, Choudens. 
N.B. - I manoscritti degli autografi del compositore sono depositati nel Dipartimento di Musica della Biblioteca Nazionale di Parigi. Una copia di tutte le sue opere, così come il materiale orchestrale, si trova nella Biblioteca del Conservatorio Bella musica. La messa del “Meam pacem do vobis” è a casa dell’editore a Parigi.

Lettere e corrispondenza

Parigi, giugno 1924 
Ho ricevuto le tue partiture orchestrali e le ho lette con attenzione, la musica sembrava molto interessante, soprattutto quella di “STYX”. Come informazione, si prega di informarmi se si dispone del materiale orchestrale leggibile.
KOUSSEVITSKY

Montecarlo, aprile 1925
Sono stato molto contento del successo della tua apertura, mi congratulo con te, spero di avere l’opportunità di suonare con te in futuro. È un dovere artistico per me aiutare giovani compositori di talento. Vi prego di ricevere l’espressione dei miei sentimenti molto comprensivi. 
Léon Jehnin

Parigi, 27-5-1930 
Mio caro collega, caro artista, 
I tuoi tre “Impromptus” - perché studi? Soddisfano un bisogno. Le tue “curve”, le tue inclinazioni musicali danno - a coloro che avranno il privilegio di suonare il tuo impromptus - una gioia di vivere. Suonando a pagina 7, mi sentivo felice, è il sole! Sei un grande musicista, mi congratulo con la Maison Delrieu per averti fatto apparire nel suo Catalogo.
Con sentimento di ammirazione.
Georges Lauweryns, 1° direttore d’orchestra Opéra Comique, Parigi 

Conservatorio di Parigi, 1931
Dei “Tre studi improvvisati” del signor Lovreglio, ho apprezzato molto la delicatezza del primo. 
Philipp

Vienna, marzo 1933, 
Ho ricevuto il vostro “Corale in forma di preludio” presso l’Hotel de Paris, e vi ringrazio molto per la vostra gentile attenzione. È un’opera di valore, che mi piace molto e che onora l’eccellente musicista che siete. Ho suonato più volte scoprendo nuove finezze. 
Emile Sauer

Nizza, dicembre 1935 
Ho letto con il massimo interesse i tre pezzi di pianoforte che è stato così gentile da inviarmi. Sono di una scrittura raffinata e sensibile che meglio onora il vostro gusto musicale.
Ben fatto e grazie
Alfred Cortot

St. Louis (Stati Uniti), 15 dicembre 1935. 
St. Louis Sinfonia Orchestrar
È un grande piacere per me dirvi che abbiamo suonato “Spectres” ieri e il giorno prima, e che il vostro lavoro è stato accolto calorosamente dal pubblico. Qui includo, con il programma, due ritagli di giornale. Le avevo replicate con una cura possibile solo in questo paese, pensi che ho cinque prove a settimana, il mio unico rammarico è che lei non ha potuto ascoltare l’esecuzione del suo lavoro.  Mi congratulo con lei e la prego, caro signore, di credere nei miei sentimenti molto cordiali.
Vladimir Golschemann 

4 marzo 1943 
Dopo aver ascoltato un frammento di una delle sue opere orchestrali eseguite da un’orchestra della Radio Nazionale qualche settimana fa, vorrei ricevere uno o più dei suoi lavori studiati dall’Orchestra Lamoureux... Sono “Cancion y Movimiento di Baile”, “Rapsodie Bretonne” e “Suite per flauto e piccola orchestra”. Sono molto interessato a queste tre opere e penso di poterle suonare sia alla Radio che a uno dei concerti domenicali...
Sono anche interessato alla sua partitura di “Spectres” (...)
Eugène Bigot

Con quale profondo piacere ho ascoltato ieri sera i frammenti di “Romolo”, (...) L’orchestrazione carnosa, nervosa e vivace mi ha deliziato e le voci erano bellissime. Il finale è di un effetto di grandezza inaudita! (...)
Ancora mille e un bravo! Molto cordialmente e ammirevolmente vostro 
Pierre JOSELET 
Ps. L’uso dei corni è una voluttà per l’orecchio. 

12-10-1954
(...) sull’esecuzione del vostro Concerto. Abbiamo avuto un grande piacere nell’interpretarlo e abbiamo avuto gli echi più lusinghieri di esso da diversi ascoltatori che hanno apprezzato molto il lavoro e la formula.
La trasmissione era, a quanto pare, eccellente e non si poteva essere meglio serviti come orchestra e come direttore d’orchestra. I miei colleghi ed io siamo lieti di aver finalmente potuto presentare questo Concerto in perfette condizioni.
Marcel Mule

23 marzo 1973 
Stasera, ti ascolterò. So in anticipo che questa audizione (del balletto “King Sse”) confermerà tutto il bene che vedo dell’uomo e dell’artista. Eri uno di quei rari creatori che, ricchi del lavoro svolto, ma senza orgoglio, non aspettano di apprezzarne il valore, il giudizio incandescente o sfavorevole dei loro contemporanei, facendo la loro fede, forse a loro insaputa, su questo profondo e saggio aforisma di Max Giacobbe: “Un’opera non nasce capolavoro... diventa così”. 
Lettera di Paul Paray indirizzata a un nipote del compositore. 

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